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Trasferirsi alle Canarie

Clima tropicale, spiagge assolate tutto l’anno, buon cibo… se stai pensando di trasferirti in una delle isole dell’arcipelago Canario, questo articolo potrebbe esserti molto utile.

Ti parlerò di tutta la documentazione necessaria, i passi da fare prima della partenza e ricorda che se a fine lettura hai ancora dubbi… non esitare a contattarmi! Risponderò a tutti i tuoi quesiti.

nomadi digitali alle Canarie

Tabella dei Contenuti

Cinque cose da sapere prima di trasferirti alle Canarie

È un luogo comune pensare che basti un piccolo investimento e metter due costumi da bagno in valigia per poter realizzare il sogno del “mollo tutto e vado a vivere alle Canarie”.

Ma siamo davvero sicuri che sia ancora così? Il sistema fiscale è tanto più vantaggioso rispetto a quello italiano o spagnolo? Quali sono i pro e contro di vivere in un arcipelago in pieno Oceano Atlantico? Scopriamolo insieme!

Dove si trovano e quante sono le isole Canarie

1 Innanzitutto, partiamo dal geolocalizzare questo arcipelago e conoscere un po’ meglio le isole che lo compongono.

Sicuramente, vi sarà capitato di chiedervi quante sono le isole Canarie. Si tratta di otto isole (erano sette fino a giugno 2018 quando anche “La Graciosa” è stata dichiarata isola ufficiale) situate al largo della costa africana, di fronte al Marocco, leggermente più in alto del Tropico del Cancro.

Andando da Est (isola più vicina all’Africa) ad Ovest (l’isola più al largo nell’Oceano Atlantico), troviamo:

  1. Lanzarote;
  2. La Graciosa;
  3. Fuerteventura;
  4. Gran Canaria;
  5. Tenerife;
  6. La Gomera;
  7. La Palma;
  8. El Hierro.

La regione ha due capoluoghi: Las Palmas de Gran Canaria (che raggruppa l’isola di Gran Canaria, Fuerteventura, Lanzarote e La Graciosa) e Santa Cruz de Tenerife (provincia di Tenerife, La Gomera; La Palma e El Hierro).

Quali sono le principali isole e attività lavorative

2 Le isole più grandi dell’arcipelago, e centro delle attività economiche, finanziarie e burocratiche, sono Tenerife e Gran Canaria.

Qui, le attività lavorative più diffuse sono quelle del settore terziario, che rappresenta il 75% dell’economia, ed in particolare il campo turistico, trattandosi della terza meta più visitata in Spagna.

Ovviamente, il settore turistico trascina quelle che sono le attività ad esso collegate, quali: costruzione edile, vendita al dettaglio e mercato immobiliario.

Per questo motivo, è scontato affermare che l’economia delle isole ha subito brusche perdite come effetto della pandemia del Coronavirus. 

Soprattutto isole come Fuerteventura, Lanzarote e le altre isole minori, che hanno più dell’80% della loro economia basata sull’attività turistica, hanno registrato forti perdite economiche, con chiusura e bancarotta di quasi un 60% delle aziende.

Turismo alle Canarie

Altri settori diffusi e in via di sviluppo

Per quanto riguarda il settore industriale, esso rappresenta solo un 7-8% del PIL della comunità autonoma. Si tratta per lo più di industria per la lavorazione agroalimentare e la produzione di energia elettrica.

Più sviluppato, invece, è il settore primario (agricoltura). Benché venga coltivato solo un 10% della superficie delle isole, una delle principali attività è la produzione ed esportazione di banane (seguita dal pomodoro e cetrioli). Negli ultimi anni si sta anche diffondendo la coltivazione di frutti tropicali quali avocado, ananas (quasi tutta coltivata nel Hierro) e mango.

La coltivazione di banane, invece, è fondamentale per l’economia dell’isola di La Palma ed importante a Gran Canaria La Gomera.

Un settore in forte sviluppo, grazie alla particolare composizione della terra di una parte dell’isola di Gran Canaria, conosciuta come Valle di Agaete, è quella del caffè di qualità.

Si tratta infatti dell’unica piantagione di caffè presente in Europa. Qui viene coltivata la Typica, una varietà Arabica di origine etiope. Se vuoi saperne di più, leggi questo articolo dove ti porterò a conoscere la Finca de los Castaños.

Infine, altra attività emergente nelle isole è quella dei Freelancer. Sono sempre di più, negli ultimi anni, i cosiddetti “nomadi digitali” che decidono di stabilire la loro base in una delle isole dell’arcipelago (in particolare, Tenerife e Gran Canaria).

Tra le ragioni principali di questo nuovo fenomeno ci sono, sicuramente, il buon clima tutto l’anno, un sistema di tassazione agevolato e la diffusione di moderni spazi di coworking. Ma di questo, vi parlerò più approfonditamente in questo articolo.

Documentazione necessaria per trasferirsi alle Canarie

3 Per trasferirsi alle Canarie da un Paese dell’Unione Europea, non hai bisogno di una particolare documentazione: basterà il tuo passaporto o carta d’identità elettronica e Tessera Sanitaria Europea (per poter accedere ai servizi di Emergenza quali Pronto Soccorso – Primer Auxilio – o chiamare un’ambulanza).

Invece, se hai cittadinanza Britannica e pensi di trasferirti alle Canarie dopo la Brexit…la situazione si complica un po’. Se non hai mai vissuto e/o lavorato in Spagna (e quindi non sei in possesso del N.I.E., di cui vi parlerò nel prossimo paragrafo), potrai soggiornare solo per un massimo di tre mesi senza necessità di un visto. 

I primi passi per poter lavorare alle Canarie

4 La prima cosa di cui avrete bisogno per poter lavorare alle Canarie (ed in Spagna, in generale) è un numero di identificazione per stranieri (conosciuto come N.I.E. blanco) che vi permetterà di iscrivervi alla Seguridad Social spagnola.

Questo numero viene rilasciato dalla Policia Nacional, previo appuntamento, e solo a fronte di un pre-contratto di lavoro. Tramite questo link potrete accedere alla procedura di prenotazione di un appuntamento per ottenere il N.I.E. nell’isola di Gran Canaria (il sito web è solo in spagnolo).

Allo stesso modo, se avete intenzione di aprire una vostra attività, avrete innanzitutto bisogno del N.I.E. bianco, che vi consegneranno dopo che avrete presentato un’autodichiarazione in cui affermerete che lo richiedete, appunto, per aprire una Partita Iva (darse de alta, in spagnolo).

Invece, per poter ottenere il cosiddetto N.I.E. verde, che è una tessera per residenti stranieri che vi permetterà di accedere a scontistiche e benefici come residente canario, avrete bisogno di altri requisiti:

  • Un contratto di lavoro a tempo indeterminato, stipulato da almeno tre mesi; oppure
  • Aver aperto una partita IVA ed essere in attività da almeno tre mesi; oppure
  • Percepire una pensione ed essere in possesso di un’assicurazione medica privata stipulata in Spagna; oppure
  • Essere in possesso di un’assicurazione medica privata, stipulata in Spagna, pagata in anticipo per un anno, ed avere fondi sufficienti (superiori a 8.000,00 €) su un conto corrente spagnolo.

Il N.I.E. sarà il vostro numero identificativo, di cui non potrete far a meno per poter svolgere qualsiasi attività economica (e non) come: aprire un contro corrente, comprare una Sim telefonica, procedere al “empadronamiento” (ovvero la registrazione del domicilio), ecc…

P.s. a seguito della pandemia e successiva crisi economica, le tempistiche e procedure per ottenere il N.I.E. si sono allungate e non è più tanto scontato ottenerlo.

Pro e Contro di vivere alle Canarie

5 Clima tropicale, spiagge dorate, buon cibo… quali potrebbero essere gli aspetti negativi del vivere in un posto così? 

Effettivamente, gli abitanti spesso si vantano di vivere in un paradiso, il che non si distanzia molto dalla realtà. La questione è che tutto dipende da quelle che sono le nostre priorità e aspettative nella vita. Avendo anche vissuto a Londra, diametralmente opposta sotto tanti aspetti, ho pensato di stilare una lista di quelli che sono gli aspetti positivi e negativi del vivere in un’isola in mezzo all’Oceano Atlantico.

Pro

  1. Clima: come già detto, si tratta quasi di un clima tropicale, con 3-4° di escursione termica tra il giorno e la notte, con temperature di minima e massima che si aggirano intorno ai 18-22°  in inverno e 22-27° durante la stagione estiva;
  2. Qualità e stile di vita: una delle maniere con cui gli abitanti della penisola si riferiscono ai canari è con il termine “aplatanados“, che letteralmente vuol dire “indolente, inattivo“, ma si riferisce in maniera più metaforica allo stile di vita rilassato degli abitanti dell’arcipelago. Le attività commerciali, nella maggior parte dei casi, non aprono prima delle 10 del mattino e si respira sempre un’atmosfera di calma e relax. In qualsiasi zona possa stabilirti, non sarai mai troppo lontano dal mare e anche nelle città capoluogo il traffico non è mai troppo eccessivo.
  3. Buona alimentazione: come già accennato, dopo il turismo, il settore più sviluppato è quello agricolo. Che si tratti di prodotti stagionali o di serra, l’isola è abbastanza autosufficiente a livello di prodotti primari: frutta, verdura, uova, formaggi locali, patate… sono alla base della dieta delle isole.
  4. Agevolazioni fiscali: proprio a causa della sua posizione e una serie di altri fattori, lo statuto che ha dato vita alla Comunità Autonoma delle Isole Canarie prevedeva agevolazioni quali sgravi fiscali, un minore costo dei beni e servizi per i residenti e l’IVA quasi assente (l’IVA effettivamente non si paga, ma è sostituita dall’IGIC che è pari ad un 7% per beni e servizi ordinari).

Contro

  1. Isolamento/distanze: ebbene sì! Vivere su un’isola si percepisce! Dopo i primi mesi, in cui tutto è nuovo e ci si dedica all’esplorazione e conoscenza del posto, ci si rende conto che è tutto racchiuso all’interno di un lembo di terra ed ogni qual volta si voglia raggiungere “il continente” bisogna affrontare un volo di minimo 3-4 ore (che solitamente rappresentano solo lo scalo nelle principali città in Spagna ed Europa per arrivare alla nostra meta definitiva);
  2. Prezzi più elevati e dogana: se siete amanti dello shopping online o Amazon “addicted” non è il luogo più adatto a voi. I tempi di consegna sono molto più lunghi, molte imprese non consegnano nelle isole ed i costi di spedizione sono spesso maggiori (e potrebbe capitarvi di non ricevere mai il vostro pacco in quanto viene fermato ai controlli in dogana).
  3. Limitazione negli spostamenti: il modo più comodo per muoversi è sicuramente in auto. Ci sono autobus che collegano tutti i comuni all’interno delle varie isole, ma ricorda che è completamente assente il sistema ferroviario!
  4. Limitato mercato del lavoro: come già detto, si tratta di isole basate principalmente sul settore turistico, quindi a meno che non sia proprio in questo ambito che siete specializzati, non avrete tante alternative o possibilità di fare carriera in altri settori.

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